Venda Mediaset, meglio tardi che mai

Berlusconi ha saputo fare il salto da imprenditore a politico ma non ha saputo fare il salto da politico a statista, e a  impedirgli quel salto è stato il fardello di Mediaset. Ecco perché il mio consiglio al premier, per risorgere o almeno per provarci, è quello di vendere Mediaset. Solo questo potrebbe impedire a chiunque di pronunciare le fatidiche e puntuali parole: “conflitto di interessi”. di Aldo Grasso
5 AGO 20
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Berlusconi ha saputo fare il salto da imprenditore a politico ma non ha saputo fare il salto da politico a statista, e a impedirgli quel salto è stato il fardello di Mediaset. Ecco perché il mio consiglio al premier, per risorgere o almeno per provarci, è quello di vendere Mediaset. Solo questo potrebbe impedire a chiunque di pronunciare le fatidiche e puntuali parole: “conflitto di interessi”. Il secondo consiglio parte dalla constatazione che, salvo tre o quattro persone, il premier si è circondato di mediocri. Il suo vero difetto è questo, perché il mediocre chiama il mediocre.
Lui di Fedele ne aveva già uno, Confalonieri: doveva tenersi quello e basta. Per il resto, doveva scegliersi persone brave, addirittura più brave di lui. Ci sono territori, come la cultura e lo spettacolo, sui quali bisogna muoversi con i piedi di piombo. Berlusconi ha invece messo all’opera elefanti nelle cristallerie e questo gli si ritorce contro. E vogliamo parlare delle facce? Proprio lui che ha una certa sensibilità sul femminile, non ne ha affatto sul maschile. Berlusconi avrebbe dovuto scegliersi un cultore di fisiognomica che lo aiutasse a selezionare i suoi uomini attraverso un processo lombrosiano. Non può metterti intorno quelle facce, zavorre da cui Berlusconi non riesce a liberarsi.

di Aldo Grasso - giornalista e critico televisivo, scrive sul Corriere della Sera ed è ordinario di Storia della radio e della televisione presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano